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Altri sguardi 1918-2018

petek 21.12.2018
– nedelja 31.03.2019
IRCI
PROROGATA FINO AL 31 MARZO 2019
Venerdì 21 dicembre, alle ore 17.00, si inaugura presso il museo istriano, in via Torino 8, la mostra “Altri sguardi 1918-2018” è questo il nuovo contributo che l’I.R.C.I. – Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata vuole offrire in occasione della ricorrenza dei cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Nel fiorire delle iniziative che in questi ultimi tempi sono sorte a ricordo di quella grande ecatombe di un secolo fa che coinvolse l’Europa e il Mondo e pesantemente toccò anche la Regione Giulia, il nostro Istituto ha cercato una visuale diversa, un angolo meno consueto, uno sguardo, appunto “altro”.
Così quell’ansia di ricerca che, per dovere statutario, ci è propria, ha fatto sì che individuassimo un fondo privato, pressoché inedito, di disegni originali a china e a tempera del pittore Lauro Lach Laghi. Fra il 1915 e il 1918, queste tavole vennero dipinte come “impressioni” della vita nella città di Trieste durante la guerra. Sono scene forti, anche atroci, come nel caso dei bombardamenti che colpiscono la folla; a volte appaiono addirittura comiche, non fossero nello stesso tempo tragiche, come per il militare che, per farsi passare per matto ed evitare la guerra, si improvvisa barbiere di … monumenti e sale sulla statua di Massimiliano per … fargli la barba. Si tratta sempre e comunque di creazioni di rara efficacia nel dare corpo al disagio quotidiano, alla fame, alla povertà e al senso di abbandono.
A questo “sguardo” se ne coniuga un altro rivolto alla nostra gente triestina, istriana, dalmata che, in odore di fedeltà all’Italia, venne in molti casi deportata e conobbe i campi di internamento di Wagna, di Mittergraben o di Oberhollabrunn, nella cosiddetta Austria Inferiore. Come ai fiumani toccarono i campi di Tápiósüly o di Kiskunhalas, in Ungheria.
Da ultimo abbiamo ritenuto di proporre un ulteriore “sguardo” attraverso quel formidabile album di xilografie che compose Carlo Wostry e, nel 1919, venne dato alle stampe con il titolo de “I martiri della redenzione”. Era, come ebbe a dire il Sibilia, “un superbo documento di sarcasmo e di flagello ironico contro gli elementi austriaci della sua città”.
Offrendo tre momenti di visioni (e riflessioni) su un altro fronte, non combattuto con i fucili, ma interno, vissuto dalla gente fra fame, sotterfugi, sofferenze, umiliazioni, deportazioni, ma anche con fede e speranza, pensiamo di aver perseguito in quella costante strada che da sempre ci impegna e, in questo caso, anche con la collaborazione della consorella Società di Studi Fiumani di Roma, nella direzione del recupero, della conservazione e della valorizzazione di ogni tratto culturale delle nostre amate (e martoriate) terre.

La mostra, al piano terra del museo istriano, in via Torino 8, è ad INGRESSO LIBERO sarà aperta dal 21 dicembre 2018 (inaugurazione alle 17) fino al 3 marzo 2019 con il seguente orario:
da lunedì a venerdì: 10.00-12.30 / 16.00-18.30
sabato: 10.00-12.30 / 14.00-17.00
domenica: 10.00 / 17.00
Istituto per la Cultura Istriano Fiumano Dalmata
Via Duca d'Aosta, 1
34100 Trieste
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