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Guardare oltre le apparenze: quello che mastici e collanti antichi possono dirci sugli artigiani paleolitici

sreda 17.05.2023
Museo Civico di Storia Naturale
Mercoledì 17 maggio si terrà al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste (Via dei Tominz, 4) la conferenza di Clarissa Dominici “Guardare oltre le apparenze: quello che mastici e collanti antichi possono dirci sugli artigiani paleolitici”. Si tratta del consueto appuntamento mensile promosso dalla Società per la Preistoria e la Protostoria della Regione Friuli Venezia Giulia in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Questa volta si parlerà di un tema archeologico poco conosciuto che riguarda le conoscenze tecnologiche dei gruppi umani di cacciatori-raccoglitori del Paleolitico e del Mesolitico. La cosiddetta “Età della Pietra” (sia “antica” che “di mezzo”) è stata infatti caratterizzata dal grandissimo utilizzo di strumenti di varia tipologia ricavati da una materia prima fondamentale per la sussistenza dei vari gruppi umani: la selce, che dal punto di vista mineralogico è un semplice biossido di silicio. Ma questa pietra particolarmente resistente e tagliente – di norma opportunamente scheggiata – veniva spesso fissata su appositi supporti di legno per la realizzazione di strumenti specializzati come raschiatoi, coltelli, cuspidi di frecce o punte di lancia. Negli scavi archeologici e nelle ricerche sul terreno i manufatti di selce, e gli scarti della loro lavorazione, sono le tracce più tipiche delle frequentazioni umane di quei lontani progenitori umani. Negli ultimi anni, grazie alle tecniche di indagine sempre più sofisticate, particolari analisi di laboratorio sono riuscite ad individuare su singoli reperti litici le tracce chimiche delle sostanze organiche che venivano utilizzate per fissare le selci ai supporti lignei. Si è scoperto così un mondo sinora sostanzialmente sconosciuto, anche se ovviamente si sapeva che una parte degli strumenti di pietra doveva venire fissata su manufatti di legno per ottenere l’oggetto completo originale. Collanti e mastici antichi venivano regolarmente utilizzati a partire da sostanze naturali che gli uomini evidentemente avevano imparato a conoscere e ad apprezzare nel corso di un lungo periodo di tempo. Conoscenze tecnologiche complesse, basilari per la loro sopravvivenza, che avevano permesso di affinare il loro bagaglio tecnologico e le loro armi. Tuttavia selce e legno sono due materiali naturali profondamente diversi: dura, lucida e tagliente la prima, quanto flessibile, malleabile e facilmente lavorabile il secondo. Ma l’uomo aveva bisogno di entrambi per realizzare delle strumentazioni composite, anche piuttosto articolate, assolutamente necessarie per migliorare le sue capacità di caccia e di lavorazione delle pelli e delle carni. Associare la selce al legno non deve essere stato facile, ma l’uomo, grazie alle sue capacità di osservazione del mondo naturale, è riuscito a capire che esistevano sostanze naturalmente “appiccicose” in grado di fissare in modo efficace la selce al legno. La moderna chimica organica, grazie a delle tecnologie di indagine sempre più raffinate, è oggi un aiuto fondamentale per decifrare le tracce lasciate dai mastici antichi sugli strumenti di selce e la conferenza del 17 maggio ci aiuterà a comprendere gli esiti più recenti di questa moderna linea di ricerca che è appena agli inizi e che potrà svelarci delle complessità tecnologiche inaspettate.

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti.
Museo Civico di Storia Naturale